Le stratificazioni e le trasformazioni urbanistiche

Le stratificazione nel centro antico di Cuccaro sono di tipo orizzontale, nel senso che i limiti dell’insediamento sono rimasti pressoché gli stessi nei secoli. Le modificazioni e le alterazioni si sono pertanto succedute all’interno del borgo. Il paese ha mantenuto per secoli le proprie caratteristiche architettoniche e il proprio impianto urbanistico. A partire dall’ultimo quarto del secolo forti trasformazioni del territorio urbano e perturbano hanno modificato i caratteri originari del paesaggio costruito e di quello rurale e naturale. Ciò che ora rimane dei centri storici è il risultato di una serie di rimaneggiamenti che ne hanno stravolto l’identità culturale: sostituzioni edilizie e trasformazioni urbanistiche, sopraelevazioni, introduzione di materiali spuri e di inusitate tipologie.
  Ciò nonostante anche per Cuccaro Vetere, come per quasi tutti i borghi del Cilento, il suo centro storico, nonostante le inevitabili alterazioni, mantiene ancora una propria evidente riconoscibilità. Le nuove edificazioni in cemento armato sono generalmente rimaste all’estrema propaggine dell’abitato antico e le trasformazioni avvenute all’interno non hanno gravemente compromesso l’impianto urbanistico originario e le tipologie architettoniche. Il villaggio si offre alla vista dal mare ancor oggi nel suo contrasto con la vegetazione circostante dei lecci e degli ulivi così come è stato per secoli
  All’interno dell’abitato, collegato da viottoli ben ciottolati che spesso diventano caratteristiche “graliate”, si può osservare la chiesa di S. Teresa del bambino Gesù; anticamente Chiesa di S. Leonardo, dal cui restauro sono affiorati ruderi di un monastero quattrocentesco.
  L’unica piazza del paese, piacevole con una prospettiva scenica non trascurabile e circondata da profumatissimi tigli, separa la “vecchia” dalla “nuova” Cuccaro. Il paese si sviluppa in una “coda” di case che raggiunge la SS. 18, dando così un aspetto caratteristico al paese.
  Le strade interne vengono allargate fin dove è possibile e le rampe vengono trasformate in vie carrabili; il cemento e l’asfalto si sostituiscono ai vecchi acciottolati, gli elementi di finitura delle facciate e delle coperture vengono rifatti con nuovi materiali, estranei alle tradizioni del luogo.
  Per la prima volta, nel corso di una storia durata molti secoli e nel ristretto arco di tempo di soli tre o quattro decenni, viene compromessa profondamente e radicalmente l’identità stessa, fisica e culturale, di quasi tutti gli insediamenti umani sparsi tra le colline del Cilento litoraneo e interno.
  I casi in cui l’identità complessiva del centro storico si è mantenuta, malgrado le trasformazioni e le alterazioni, sono ormai rari.
  Ciò evidentemente conferisce ancora più importanza ai piccoli centri, come Cuccaro Vetere, che ancora oggi, per una serie di circostanze talora fortuite che ne hanno evitato la devastazione irreversibile, costituiscono la testimonianza di un modo di vivere e di esistere che non rinuncia, come è giusto, alle condizioni di benessere e sicurezza che vanno ricercate nel luogo ove si vive con la propria famiglia e ove si lavora, ma che non rinuncia neanche alla propria identità originaria, alla propria cultura, alle proprie radici.

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